scrive Fox News (14/12/2018)

“Mentre la crisi della dittatura socialista venezuelana si aggrava, non c’è conforto neanche per i morti”. Cosi inizia un servizio di Fox News. “Quello che sta succedendo è medievale. Le persone stanno ‘affittando’ le bare per poi restituirle. La stessa bara viene riutilizzata più e più volte perché la gente non può permettersi di comprarne una”, dice Julio Borges, leader dell’opposizione venezuelana, che ha vissuto in esilio nella capitale colombiana di Bogotà negli ultimi nove mesi. “E poi devono avvolgere il corpo in sacchetti di plastica per la sepoltura. Altri stanno seppellendo i loro cari in giardino”. Borges spiega che il problema “davvero inquietante” di come seppellire i morti è diventato la norma piuttosto che l’eccezione. C’è anche l’uso di fosse comuni e si parla della “mancanza di gas naturale necessario per cremare i corpi, nonostante il fatto che il Venezuela abbia una delle maggiori riserve energetiche al mondo. Anche la carenza di carri funebri è un problema. Ce ne sono sempre meno  e la mancanza di carburante – i tempi di attesa in alcune stazioni di servizio possono arrivare fino a 24 ore – rende più difficile tenerli attivi. In alcuni casi estremi, i venezuelani impoveriti trascinano i loro morti per giorni al sole per raggiungere il confine colombiano, dove i locali li assistono a una specie di sepoltura”.