Il presidente americano Obama al telefono con l'iraniano Rohani
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scrive Yedioth Ahronoth (12/12/2018)

“Se solo Israele eliminasse il blocco sulla striscia di Gaza non ci sarebbero più né razzi né tunnel terroristici, Gaza fiorirebbe e non vi sarebbero più scontri violenti” scrive Ben Dror Yemini sul primo quotidiano israeliano, Yedioth Ahronoth. “Questo argomento, molto diffuso in certi ambienti sia internazionali che in Israele, andrebbe riesaminato sullo sfondo dell’operazione Scudo Settentrionale. Israele non impone nessun blocco sul Libano, che è controllato da Hezbollah. Non c’è nessun contenzioso storico con il popolo libanese. Per molti anni il Libano è stato addirittura il luogo centrale del turismo nel mondo arabo, con grandi spiagge, ristoranti e una sfavillante vita notturna: un eden. Ma il Libano ha dentro di sé un elemento iraniano: Hezbollah. E Hezbollah sta costruendo una rete di missili e tunnel, proprio come nel sud, nel quadro del suo profondo odio verso l’Occidente, a partire da Israele ed ebrei. Tornando un momento a Hamas, dobbiamo chiederci: la striscia di Gaza inizierebbe a prosperare una volta rimosso il blocco? Hamas cambierebbe pelle? La risposta la fornisce Hezbollah. Quella in gioco non è una questione di blocco, né un conflitto specifico e nemmeno una questione di confini. Quello che è in gioco è l’odio aberrante che permea le organizzazioni jihadiste, sia sunnite che sciite. In fondo, è quello che accade ovunque i fautori della jihad guadagnino potere o riescano ad assumere il controllo: anche in quei paesi, anzi soprattutto in quei paesi dove non c’è affatto una significativa presenza di americani, ebrei o europei. Hezbollah potrebbe benissimo permettere al Libano di progredire e prosperare. Invece preferisce investire tutte le sue risorse nell’industria della morte. Così facendo, lo scontro prima o poi arriverà. Ed anche ipotizzando che Israele venga colpito e ne soffra, e succederà, in ogni caso quello che ne risulterà devastato è il Libano. Ma nonostante questa ovvia e chiarissima prospettiva, Hezbollah insiste e continua con la sua strategia di morte. Difficile capire come qualcuno possa pensare che Hamas sia diversa da Hezbollah. Il che non significa che non si debba pragmaticamente offrire a Hamas una qualche intesa sulla base del principio ‘riabilitazione della striscia in cambio di smilitarizzazione’. Ma per sapere quale sarà l’ovvia risposta di Hamas basta guardare a Hezbollah. Hezbollah non è solo un’organizzazione terroristica internazionale. E’ anche un’organizzazione criminale internazionale. Gran parte delle entrate dell’organizzazione provengono dai traffici di cocaina. Dopo la sua elezione, il presidente Barack Obama adottò una politica conciliante e dichiarò l’intenzione di impegnarsi nel dialogo per integrare Hezbollah nella politica libanese come un normale partito politico. Nel 2008, cinque anni prima di essere nominato capo della CIA, John Brennan scrisse un documento di sintesi che delineava la nuova politica di appeasement (acquiescenza) nei confronti dell’Iran e di Hezbollah: ‘Il presidente deve adottare una politica di inclusione che incoraggi i moderati’, scriveva Brennan. In generale, è possibile che una politica di appeasement possa dare frutti. Ma nel caso specifico di Iran e Hezbollah è evidente che i loro appetiti stanno solo crescendo. Anziché contenersi, l’Iran ne ha approfittato per allungare le sue braccia violente su tutto il Medio Oriente, dallo Yemen alla Siria, al controllo totale sul Libano attraverso Hezbollah. Non basta. Con l’operazione Cassandra, la US Drug Enforcement Agency (DEA) ha svelato l’enorme traffico di droga e la rete di riciclaggio di denaro sporco gestita da Hezbollah. Hezbollah, in collaborazione con i cartelli della droga dell’America Latina, ha commesso crimini sul suolo americano. Ma l’amministrazione statunitense decise che l’appeasement è più importante della lotta contro criminalità e terrorismo, e diede istruzione alle sue agenzie di chiudere un occhio per non irritare il mostro e non disturbare la firma dell’accordo sul nucleare iraniano. John Kelly, l’uomo che ha guidato l’operazione Cassandra, afferma che ‘Hezbollah è una delle più grandi organizzazioni criminali transnazionali del mondo’. Ma a poco a poco è diventato chiaro, a lui e agli agenti dell’FBI che si occupavano di questioni relative all’Iran, che il loro lavoro era inutile. Tutta la vicenda è stata rivelata l’anno scorso in un dettagliato rapporto mondiale della rivista Politico. Evidentemente la dottrina Obama ha garantito l’immunità al mostro”.

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