scrive Bloomberg (17/12/2018)

“Ogni volta che Margara Bermudez deve fare una telefonata, si dirige in moto a un albero a circa cinque minuti da casa in un piccolo paese alla periferia della città ricca di petrolio di Maracaibo. E’ l’unico posto dove c’è abbastanza segnale”. Così Bloomberg racconta cosa accade nel Venezuela chavista. “I residenti di Los Puertos de Altagracia hanno capito che il posto è in qualche modo un rifugio dalle zone morte che li rendono irraggiungibili per la maggior parte del tempo, risultato di un crimine molto popolare in una nazione in declino: rubare e vandalizzare le antenne dei cellulari. Così l’albero, che ha sempre offerto una gradita ombra in un caldo che supera regolarmente i 30 gradi, ora si riempie anche di notte, illuminato da persone che rispondono ai messaggi. Ci sono stati almeno 2.000 attacchi alla rete venezuelana di 6.000 antenne negli ultimi tre anni. E’ abbastanza comune andare in giro in cerca di segnale. A centinaia di chilometri di distanza, Alexandra Bellester sta affrontando praticamente gli stessi problemi. La sua città di El Portal de Los Morros, a circa 50 miglia dalla capitale Caracas, ha poche linee telefoniche fisse e nessun segnale di telefonia cellulare. ‘Dobbiamo arrampicarci sugli alberi o salire sui tetti di alcune case per trovare il segnale’”.