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scrive Le Figaro (21/12/2018)

“L’ostracismo dei ricercatori che si avvicinano ai temi sensibili dell’Islam e dell’immigrazione”. Così Le Figaro definisce un fenomeno sempre più dilagante in Francia in ambito universitario. Uno è Christophe Guilluy, lo studioso di riferimento della “Francia periferica”. Il suo ultimo libro, “No society”, è il resoconto della fine della classe media a causa della globalizzazione e della crisi identitaria. Su France Culture lo si addita come “ideologo del Rassemblement national”, dunque un lepenista. L’altro è Stephen Smith, studioso di immigrazione, autore del libro “La ruée vers l’Europe”, che ha messo in guardia sull’impatto che la demografia e l’immigrazione africana avranno sul Vecchio continente. Dal College de France, il demografo di stato François Héran lo accusa di “agitare lo spettro del pericolo nero”. Quando le tesi di Guilluy cominciarono a essere citate da Nicolas Sarkozy, Manuel Valls e dal Front National, scattò subito la demonizzazione. “Ho ricevuto un messaggio da un collega accademico che mi ha detto ‘fai attenzione al nazista Finkielkraut che ti ha appena citato’”, rivela Guilluy al Figaro. C’è il caso del medievalista Sylvain Gouguenheim, professore di storia, che in un libro ha minimizzato il ruolo del mondo musulmano nel trasmettere il patrimonio greco all’Europa, evidenziando invece come principale il canale di trasmissione e traduzione cristiano. “Il libro venne attaccato da non meno di tre petizioni accademiche, una firmata da duecento persone”. C’è infine la vicenda della demografa Michèle Tribalat, molto pessimista sui numeri dell’immigrazione e il loro impatto. La loro colpa? “Aver toccato il tema dell’identità non andando verso un felice multiculturalismo. In tutti questi casi, lo schema è simile: mostrare la mancanza di scientificità dell’autore, accusarlo di non tenere conto della ‘complessità’ del soggetto e incolparlo di ‘fare il gioco’, come si suol dire, di tesi estremiste. L’approdo finale è il rifiuto di discutere”.

1 COMMENT

  1. È la follia culturale dell’Occidente che è ben più grave di quella politica. Quando la cultura abdica a ricercare con le armi dell’intelligenza, della ricerca, dell’analisi e della sintesi storico-filosofica la Verità, una civiltà è già avviata al suo tracollo!

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