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scrive Joshua Berlinger sulla CNN

“E’ in corso una battaglia di Natale per i cuori e le anime dei cinesi”. Inizia così il lungo reportage di Joshua Berlinger per la CNN, di cui vi riportiamo alcuni stralci più salienti. “Nonostante il Paese sia ufficialmente ateo e abbia relazioni durature ma antagonistiche con la religione, il Partito Comunista al potere sta assistendo a un’espansione del Cristianesimo in Cina. Nel Paese si stima ci siano tra i 72 e i 92 milioni di Cristiani, il secondo più grande gruppo religioso dopo i Buddisti cinesi secondo la ONG statunitense Freedom House. Alcuni esperti affermano che la Cina potrebbe diventare perfino il Paese cristiano più grande del pianeta entro vent’anni. Eppure il 9 dicembre scorso le autorità avrebbero arrestato più di 100 fedeli protestanti della Chiesa della Prima Pioggia dell’Alleanza, nella città di Chengdu. Il pastore della chiesa, Wang Yi, è stato arrestato con l’accusa di ‘incitare la sovversione del potere statale’, secondo il gruppo americano ChinaAid. Né l’Amministrazione degli affari religiosi in Cina né le autorità locali di Chengdu hanno risposto alle domande della CNN”.

“Gli arresti coronano un anno di persecuzione della religione in Cina. Decine di chiese soprattutto protestanti sono state condannate per essere costruite o gestite illegalmente, e quindi smantellate in tutto il Paese nel 2018. Altrove, nella regione occidentale dello Xinjiang, una campagna crescente di repressione contro il gruppo etnico principalmente islamico degli Uiguri ha provocato la condanna della comunità internazionale. Gli analisti e gli attivisti dei diritti civili sostengono che Pechino stia intensificando la sua campagna contro i fedeli che sono visti come una minaccia ideologica al monopolio del Partito sul potere. ‘Stiamo entrando ora in una nuova epoca di repressione contro due delle cinque principali religioni cinesi, una repressione diversa da quella vista negli ultimi 40 anni’, ha detto Ian Johnson, giornalista e premio Pulitzer, autore di ‘The Souls of China: the return of Religion after Mao’”.

La CNN ricorda i campi di rieducazione costruiti per internarci gli Uiguri, le condanne esplicite degli Stati Uniti, poi riporta il commento di un’altra ONG: “‘Sotto il Presidente Xi, lo Stato ha ulteriormente rafforzato il controllo sul cristianesimo, nel suo più ampio tentativo di ‘cinesizzare’ o ‘adottare caratteristiche cinesi’. In altre parole, per assicurarsi che i gruppi religiosi sostengano il governo e il Partito Comunista’, ha scritto Human Rights Watch in un comunicato che chiedeva la liberazione di Wang Yi, il pastore di Chengdu, e dei suoi fedeli”.

Poi una riflessione sul ruolo dell’attuale pontificato. “Mentre alcuni cristiani pregano legalmente nelle chiese approvate dallo Stato, molti altri partecipano alle messe clandestine. Le chiese approvate dallo Stato sono guidate da vescovi scelti e ordinati da Pechino, non dal Vaticano. Queste chiese non riconoscono il Papa come l’autorità suprema del Cattolicesimo, né riconoscono come legittimi i vescovi scelti dalla Santa Sede. Dopo decenni di relazioni fredde, le due parti hanno raggiunto a settembre uno storico accordo di massima secondo il quale Pechino e il Vaticano sceglieranno assieme i vescovi cinesi, un’intesa che potrebbe contribuire alla ripresa dei legami diplomatici tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare. Tale accordo ha sollevato una forte opposizione in alcuni ambienti. Il cardinale Joseph Zen, già vescovo di Hong Kong, in un’intervista alla Reuters lo ha definito ‘un incredibile tradimento’ della fede cattolica. Un senatore repubblicano degli Stati Uniti, Marco Rubio, spesso critico con la Cina, si è chiesto come il Vaticano possa giustificare questo cedimento dell’autorità religiosa a un governo secolare. ‘Stanno consegnando a un governo (ateo) l’influenza sulla scelta dei vescovi che (dice la Chiesa) sono considerati come coloro che trasmettono la linea di continuità apostolica. Come è possibile che l’interferenza di un governo laico (meglio: ateo) in questa decisione non rompa tale continuità?’, si è chiesto Rubio su Twitter”.

“Rimane poco chiaro l’impatto di tale accordo col Vaticano sulle chiese protestanti – conclude la CNN – ma i critici ritengono che l’intesa appartenga alla stessa strategia degli arresti di Chengdu: è tutta una questione di controllo”.

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