“Sic transit gloria mundi” dell'artista olandese Dries Verhoeven
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scrive Le Point (7/1/2019)

Entro il 2042, la popolazione bianca sarà minoranza negli Stati Uniti. In Europa, è nella prima parte del XXII secolo che ci si aspetta che la popolazione mista superi quella bianca. Per Eric Kaufmann, professore al Birkbeck College di Londra, questi sconvolgimenti demografici saranno l’evento principale del secolo e avranno conseguenze politiche immense. Nel suo nuovo libro “Whiteshift”, Kaufmann affronta questo tema così controverso. Il ricercatore sostiene che il primo fattore alla base dell’ascesa del populismo è l’immigrazione, non l’economia. “Ci sono due aspetti di questo cambiamento demografico”, dice l’autore a Le Point. “In primo luogo, c’è il declino della maggioranza bianca, che stiamo già vivendo e che, a mio avviso, rafforzerà ulteriormente il populismo e la polarizzazione politica. Il secondo aspetto, che è più a lungo termine, è l’assorbimento di diversi gruppi etnici da parte di una popolazione bianca e che porterà allo sviluppo di popolazioni miste (…) L’ansia per l’identità mi sembra molto più importante dell’idea di essere lasciati indietro da un punto di vista economico. Chiunque voglia spiegare ciò che sta succedendo in Occidente deve rispondere a due semplici domande. Perché i populisti di estrema destra stanno andando molto meglio dei populisti di estrema sinistra? E perché la crisi migratoria aumenta i voti della destra populista, quando la crisi economica non ha avuto un grande effetto politico? (…) Se si osservano le mappe, le grandi città saranno sempre meno favorevoli al populismo rispetto alle zone rurali. Ma è un’illusione ottica credere che sia un’opposizione tra i vincitori della globalizzazione nelle metropoli e le persone rimaste nelle campagne. Questo è molto più legato a una visione del mondo che ai redditi (…) La xenofobia, cioè la paura verso gli altri gruppi, è in declino, ma l’attaccamento alla propria identità è in aumento. Non è una contraddizione (…) Non credo che reprimere l’identità bianca come razzista e demonizzare questo passato bianco sia la soluzione. Significa avere due pesi e due misure nel modo in cui trattiamo la maggioranza bianca e le minoranze etniche. Alcuni intellettuali progressisti sono invece veramente convinti che quando la società sarà completamente mista e diversificata si realizzerà un’utopia razziale. Lo si vede in Justin Trudeau e nella filosofia multiculturale”.

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