Scrivono Drew Hinshaw, Dan Strumpf e Yaroslav Trofimov sul Wall Street Journal

“Le autorità polacche hanno arrestato un dirigente del settore vendite di Huawei Technologies Co., accusandolo di condurre attività spionistiche per conto della Cina e alzando così la posta in gioco delle accuse occidentali rivolte all’azienda globale per il fatto di essere uno strumento di spionaggio nelle mani di Pechino”. Inizia così l’articolo con cui il WALL STREET JOURNAL dà conto dell’ultimo capitolo della controversia geopolitica attorno al gruppo cinese di telecomunicazioni, Huawei appunto.

“L’arresto del cittadino cinese viene dopo l’arresto del Chief financial officer di Huawei in Canada, su richiesta degli Stati Uniti, in seguito alle accuse in base alle quali il gruppo cinese avrebbe violato le sanzioni a stelle e strisce contro l’Iran. A differenza di quell’episodio, le accuse polacche si riferiscono direttamente ai sospetti di Washington e altri governi occidentali sul fatto che la Cina possa usare le apparecchiature Huawei, o i suoi dipendenti, per aiutarla a spiare ai danni di governi e società private straniere”.

Nella stessa occasione è stato arrestato anche un hacker di nazionalità polacca. “Per anni – ricorda il WALL STREET JOURNAL – Washington ha etichettato Huawei come una minaccia per la sicurezza nazionale, dicendo che Pechino potrebbe costringere la società in questione a intromettersi o addirittura a disabilitare network comunicativi di Paesi stranieri. Huawei ha negato con forza, dicendo di non essere mai stata coinvolta in una qualsiasi inchiesta su spionaggio all’estero. Le accuse polacche potrebbero cambiare tutto ciò”.

L’arresto, nota il giornale edito dal gruppo di Rupert Murdoch, “arriva nel mezzo di altre tensioni diplomatiche, militari ed economiche tra Stati Uniti e Cina. L’Amministrazione Trump sta dedicando una crescente attenzione a Huawei da quando persegue una strategia più generale per modificare gli atteggiamenti cinesi sul commercio e sullo sviluppo industriale. Washington e Pechino hanno avviato una serie di attacchi e ritorsioni reciproche sui dazi che sta terremotando i mercati globali”.

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