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scrive lo Spectator (12/1/2019)

“Perché questo 62enne francese è così popolare in tutta Europa? È facile da spiegare, quando si prende in considerazione la prescienza della sua prosa, ma più specificamente il suo coraggio nell’affrontare argomenti che la maggior parte dei suoi contemporanei evitano”. Cosí Gavin Mortimer spiega il successo di Michel Houellebecq, autore del nuovo romanzo “Serotonina”. “Il suo romanzo del 2001 ‘Piattaforma’, su un attacco islamista a un resort in Thailandia, è stato pubblicato otto giorni prima dell’11 settembre. ‘Sottomissione’, il romanzo distopico che raffigurava un partito islamista che vinceva le elezioni presidenziali del 2022, è stato pubblicato il 7 gennaio 2015. Qualche ora dopo, due uomini armati islamici hanno ucciso alcuni membri del personale della rivista satirica Charlie Hebdo. Per molti anni, Houellebecq fu considerato da molti dell’establishment francese come uno strano fanatico. Critico di ogni religione, riserva particolare disprezzo all’Islam. La sua descrizione come “la più stupida” religione lo ha portato in tribunale nel 2002, dove è stato prosciolto dall’incitamento al razzismo. Rimase un impenitente. Quando il Guardian gli chiese nel 2015 se fosse un islamofobo, rispose: ‘Probabilmente sì, ma la parola fobia significa paura piuttosto che odio’. La volontà di Houellebecq di dire la sua in un’età di soffocante conformità letteraria gli ha procurato il prevedibile epiteto di ‘enfant terrible’ della letteratura francese, e in una recente intervista a Harper’s Magazine non è fuggito da questa reputazione. Non solo ha osato suggerire che Donald Trump stava facendo un buon lavoro, ma ha poi descritto la UE come ‘un’idea stupida che si è gradualmente trasformata in un brutto sogno’. Houellebecq non è anglofilo, ma ha ammesso che nel voto per la Brexit, ‘gli inglesi si sono dimostrati di nuovo più coraggiosi di noi di fronte all’impero’. 

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