Condividilo

scrive il Times of Israel (10/1/2019)

Una cittadina israeliana, araba e musulmana, candidata alle primarie del partito Likud è stata condannata mercoledì dai suoi famigliari che l’accusano d’aver tradito il proprio popolo e affermano che romperanno tutti i rapporti con lei finché non ritratterà le sue posizioni. Dima Tayeh, originaria del villaggio di Kafr Manda, in Galilea, ha fatto notizia martedì scorso quando ha rilasciato un’intervista al notiziario di Hadashot TVnella quale ha annunciato la propria candidatura alle primarie del Likud, il partito del primo ministro Benjamin Netanyahu, e ha preso le difese della controversa legge sullo stato nazionale del popolo ebraico, varata lo scorso luglio e accusata da varie parti d’essere discriminatoria nei confronti della minoranza araba d’Israele. Il giorno successivo, la sua famiglia ha diffuso una dichiarazione in cui “condanna” Dima Tayeh mettendo bene in chiaro che le sue opinioni non sono condivise dai suoi famigliari. “A causa delle sue dichiarazioni – scrivono i famigliari – noi non avremo più contatti con lei né le forniremo alcuna assistenza finché non ritratterà le sue parole e non proclamerà la sua fedeltà nei confronti del suo popolo e della sua fede”. Tayeh ha dichiarato di essere orgogliosamente membro del Likud già da sei anni. “Ritengo che il Likud possa garantire alla nazione la sicurezza e un’economia fiorente– ha detto a Hadashot TV – e che possa davvero includere opinioni e culture diverse. Sono fiera di candidarmi alle primarie del Likud come araba, come donna e come musulmana che dà una mano alla propria comunità cercando di aiutare loro e lo stato di Israele”. Nel corso dell’intervista, Dima Tayeh ha difeso la recente legge sullo stato nazionale del popolo ebraico dicendo d’averla letta parola per parola e di non aver trovato “nulla di razzista o discriminatorio”. “Non penso che danneggi le minoranze, né qualsiasi cittadino – ha concluso Tayeh – Israele è uno stato ebraico e democratico e non esiste nessun altro paese in Medio Oriente che rispetti i propri cittadini come Israele, dando loro la maggiore eguaglianza possibile e garantendo la democrazia per tutti”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here