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scrive Die Welt (15/1/2019)

“A Dresda, Thilo Sarrazin e Hamed Abdel-Samad discutono le sfide dell’integrazione. I due critici dell’Islam discutono di fronte a un pubblico omogeneo. Ma nell’analisi dei problemi, differiscono in modo significativo”. Così Die Welt rende conto della conferenza fra due frai i maggiori critici dell’Islam in Germania, l’ex banchiere centrale autore di best seller contro il multiculturalismo e il dissidente egiziano minacciato di morte per i suoi libri, come “Fascismo islamico”. “L’introduzione è di Sarrazin. Ha scoperto che gli immigrati provenienti da paesi islamici erano ‘mediamente peggio integrati’ rispetto ad altri gruppi, dice, e voleva capirne le ragioni. Per questo ha letto molto sull’Islam e ha studiato le statistiche, ma soprattutto ha letto il Corano. ‘Se si prende in parola il Corano, l’Islam non è, nella migliore ipotesi, una religione di pace e della ragione, ma un’ideologia violenta sotto le spoglie di una religione’. La visione del mondo del Corano impedisce la curiosità del sapere, la libertà di espressione, l’apertura al cambiamento e la democrazia, ma promuove l’intolleranza contro il dissenso , la violenza e ‘la tendenza a sentirsi offeso’. Per Sarrazin, ciò si traduce in una minaccia concreta per il mondo occidentale. Infine, bisogna sapere che ‘i musulmani’ hanno memorizzato il Corano. Sono quindi inevitabilmente ‘contagiati’ da quella mentalità. Poiché si riproducono di più degli europei a causa della ‘arretratezza’ e della ‘oppressione delle donne’, lo ‘sviluppo della nostra cultura e del nostro stile di vita è mortalmente minacciato’. Hamed Abdel-Samad è più cauto, anche se condivide l’ipotesi che ci sia una ‘miseria’ nel mondo islamico e nell’integrazione. Vi è mancanza di diritti delle donne, istruzione e produttività. La ragione di questo stato, come sostiene Sarrazin, risiede nell’ideologia dell’Islam, che Abdel-Samad certifica sia sempre stata politica. Ma Abdel-Samad separa Sarrazin dai musulmani: ‘Non tutti i musulmani sono un Corano su due gambe’. Ventisei anni fa, Abdel-Samad camminava rigonfio di odio per le strade del Cairo scandendo ‘Morte all’occidente’. Ma poi ha avuto la possibilità di ‘vedere il mondo da una prospettiva diversa’. Ha imparato a guardare criticamente alla religione, come hanno fatto molti altri musulmani ‘invisibili’. ‘I pensieri possono cambiare le persone, non importa da quale prigione vengano’. Più tardi, Sarrazin noterà che è ben consapevole dell’esistenza di musulmani liberali. Ma dubita della loro capacità di farsi valere. Infine, i musulmani liberali si sono adattati all’Occidente, anche per quanto riguarda la prole. Mentre i musulmani conservatori con le alte natalità allargano la loro influenza. L’economista diffonde un umore cupo, ma si appassiona quando si tratta delle sue proposte di riforma. Ad esempio, dovrebbe essere vietato alle istituzioni pubbliche cucinare in stile halal o alle studentesse di indossare il velo in classe. Dopo un periodo di transizione il tedesco dovrebbe essere parlato in tutte le moschee. Il Ditib turco (ministero turco del culto, ndr) deve essere liquidato e impedito il ricongiungimento familiare. Abdel-Samad dice che ci sono molti musulmani che sono potenziali alleati. Ma per vincere, serve un ‘discorso senza odio’”.

(traduzione di Paolo Verni)

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