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scrive Newsweek (7/1/2019)

“Che cos’è che ha causato questo spasmo di rabbia?”, si chiede Ben Shapiro sui gilet gialli francesi. “Da quel che si legge, sono stati i prezzi alti della benzina causati da nuove ed esorbitanti tasse sul carburante, tasse che in Francia già oltrepassano il 64 per cento per la benzina senza piombo e il 59 per cento per il diesel. Incredibilmente, il presidente francese Emmanuel Macron stava considerando nuove tasse, persino più alte, nonostante quest’anno le emissioni di carbone in Europa siano precipitate, crescendo drammaticamente nei paesi in via di sviluppo come India e Cina. Le proteste francesi però non erano solo per le tasse. Erano finalizzate a costringere il governo ad accettare altre richieste assurde: i gilet gialli vogliono tasse più alte sui ricchi, un aumento del salario minimo, un salario massimo, controlli sugli affitti, più spesa in pensioni e infrastrutture e un divieto totale sulle delocalizzazioni. Questo è lo stesso cestino di servizi promesso dai politici populisti in giro per il mondo. Sono promesse vuote. Non c’è modo di pagare per uno stato sociale infinito senza tasse infinite. Non c’è modo di sostenere un’economia di successo tramite limitazioni al libero commercio e all’offerta di forza lavoro, controllando gli affitti e disincentivando il settore immobiliare, abbassando l’età pensionabile e allo stesso tempo pretendendo che nessuno paghi lo scotto. E’ per questo, probabilmente, che i populisti continuano a ottenere voti nonostante le loro politiche minaccino la prosperità. E’ facile promettere benessere e contestualmente minare la stessa prosperità con lessico magniloquente. La neoeletta deputata democratica di New York, Alexandria Ocasio-Cortez, non dovrà pagare le conseguenze delle sue fantasiose prescrizioni. ‘E’ inevitabile che favoriremo l’industria ed è inevitabile che lo faremo tramite una transizione all’energia rinnovabile al cento per cento, l’unico mezzo per perseguire la vera giustizia economica, sociale e razziale negli Stati Uniti d’America’. No, non è inevitabile. Se fosse inevitabile, non ci sarebbero proteste in Francia. I gilet gialli starebbero felicemente ingozzandosi di brie e sorseggiando vino, guardando le tasse elevate di Macron adagiarsi candidamente sul cuneo fiscale. La verità è che le economie di successo si basano sull’imprenditorialità, non sulla redistribuzione, sulla libertà, non sulla restrizione, e sulla realtà dei fatti, non sulle promesse vuote dei politici votate a preservare il potere, persino a costo del benessere e della libertà”.

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