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scrive l’Acton (18 gennaio 2019)

“La mancanza di nascita in Europa, nonostante la sua gravità, non ottiene l’attenzione che merita” scrive Joshua Gregor. “Oggi non trascorrono dieci minuti senza sentir parlare del cambiamento climatico, ma si fatica a sentire le voci che parlano del ‘crollo demografico’, come lo ha definito George Weigel. Questo deve cambiare. La demografia in declino dell’Europa è la sua questione più urgente. Perché la crisi dei rifugiati è un problema? Perché l’Europa è in perenne crisi economica? Perché il nazionalismo sta crescendo in Europa? Ci sono troppe ragioni da elencare, ma passando per un momento dalle cause di questi problemi al loro contesto, possiamo dire: se l’Europa facesse figli, gli altri problemi sarebbero meno importanti. Se la popolazione non invecchiasse e si restringesse, sarebbe più facile assimilare rifugiati e immigrati. Se ci fosse una generazione futura più ampia, ci sarebbe una base più solida per la crescita futura. Se ci fossero bambini, i costi del welfare e delle pensioni delle generazioni più anziane sarebbero più facili da pagare. E così via. Il declino della cultura e l’inverno demografico sono profondamente connessi”.

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