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scrive Le Figaro (24/1/2019)

L’autore del bestseller mondiale “Il cigno nero” tesse l’elogio dell’“antifragilità”, un’ode al rischio contro il comfort della vita moderna. “Oggi assistiamo all’omogeneizzazione delle esperienze in tutti i paesi del mondo, alla sistematica repressione delle volatilità” dice Nassim Taleb a Le Figaro. “Oggi hai persone che fanno bodybuilding ma non sanno come combattere, perché le loro braccia sono programmate solo per sollevare pesi attraverso le macchine. I 70enni di oggi sono molto più deboli rispetto a persone della stessa età duecento anni fa. La modernità coccola i corpi e le anime. Credo che dobbiamo essere traumatizzati con moderazione: dobbiamo permettere alle persone di assumersi rischi moderati, commettere errori. La modernità odia l’incertezza, vuole solo buoni studenti che non sanno commettere errori. Questo porta a ciò che chiamo ‘intellettuali filistei’, questa classe che non conosce il reale ma pretende di guidarci”. Taleb è contro il culto dell’innovazione. “Non sono progressista a tutti i costi e non sostengo la neomania, vale a dire l’amore del moderno per il moderno. Una tecnologia obsoleta ha più del 99 per cento di possibilità di rimanere e una nuova tecnologia ha una possibilità su 10.000 di sopravvivenza”. Politicamente, è inclassificabile … “A livello di stato centrale, sono una specie di anarco-conservatore. Sono per il principio di sussidiarietà che mi sembra il più efficace dal punto di vista politico ed economico. A questo livello, la Svizzera e gli Stati Uniti hanno il miglior sistema. Politicamente, sono un localista. L’individuo dovrebbe essere gestito solo da persone che vivono con lui. I burocrati possono impormi delle regole se bevono la mia stessa acqua”. E Trump? “Alcune azioni, come la rimozione o la semplificazione di alcuni regolamenti, mi piacciono, altre, come i suoi collegamenti con la ‘barbarie saudita’, le ho fortemente disapprovate. Ma lo preferisco ad Obama, di gran lunga. È antifragile. Non sta cercando di diventare un prete gesuita. Viene attaccato su cose insignificanti, che lo rafforzano”.

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