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scrive Foreign Policy (28/1/2019)

“Gran parte della sinistra occidentale, compresi quelli che una volta avevano solo parole gentili per Chávez e i suoi successori, sta trattando il Venezuela come un imbarazzo trascinato sotto il tappeto” scrive James Bloodworth a proposito delle reticenze progressiste dopo il riconoscimento del nuovo presidente venezuelano Juan Guaidò. “Eppure, ciò che fa davvero paura sono quelli che, con il pretesto dell’antimperialismo, favoriscono costantemente i dittatori, purché insinuano le banalità anti-americane. Sotto l’apparenza dell’antimperialismo, quelli dell’estrema sinistra si sono fatti utili idioti per gli attuali imperialisti, purché non siano americani. Hanno usato lo spettro dell’intervento occidentale per ignorare o minimizzare gli interventi reali da parte di altre potenti nazioni imperiali (…) Gran parte della sinistra socialista occidentale ha continuato a ignorare la traiettoria del Venezuela per sostenere la fantasia del socialismo del XXI secolo’. Ricorda gli apologeti occidentali per l’Unione Sovietica. Questa volontà di sopportare un dittatore brutale – seppur passivamente – dimostra una profonda malattia della sinistra contemporanea”.

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