Condividilo

scrive The Atlantic (23/1/2019)

“Almeno 68 giornalisti, o più di un quarto di tutti i giornalisti imprigionati in tutto il mondo, stanno languendo nelle carceri turche, ha detto il mese scorso il Comitato per la protezione dei giornalisti”. Ne scrive il mensile americano THE ATLANTIC.  “Altri gruppi dicono che la cifra è molto più alta; Human Rights Watch conta oltre 175 giornalisti e operatori dei media. Quasi il 90 percento dei canali e dei giornali turchi sono gestiti dal governo o da uomini d’affari a esso vicini, secondo quanto riportato da Reporter senza frontiere, che classifica la Turchia al 157esimo  posto tra le 180 nazioni nel suo indice World Press Freedom. Le voci dell’opposizione si sono ritirate nel web, ma il lungo braccio dello stato si estende anche lì. ‘C’è un clima soffocante di paura’, dice Ahmet Şık, che ha trascorso 15 mesi in detenzione per le accuse di terrorismo, insieme a una dozzina di membri dello staff di Cumhuriyet. ‘Le corti operano su ordini del governo”‘. Şık è stato condannato a sette anni e mezzo di carcere per articoli sui presunti golpisti e gruppi militanti, ma rimane libero in attesa dell’appello. Circa 30 dei suoi colleghi di Cumhuriyet sono stati licenziati o si sono dimessi a settembre dopo che una battaglia legale sulla gestione del giornale è culminata nella nomina di un nuovo presidente che aveva testimoniato in tribunale contro Şık e i suoi coimputati”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here