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scrive il National Catholic Register (31/1/2019)

“La politica della mano tesa di Papa Francesco sull’Islam è sempre la stessa: ingenua e angelicale”, dice il sacerdote gesuita Henri Boulad. Nato ad Alessandria nel 1931, Boulad ha compiuto gli studi di teologia in Libano, di filosofia in Francia, di psicologia negli Stati Uniti. Superiore dei gesuiti di Alessandria, Boulad è stato anche rettore del Collegio dei Gesuiti del Cairo e ha pubblicato oltre trenta libri, tradotti in quindici lingue. “La massiccia migrazione verso l’Europa, principalmente da parte di paesi musulmani, che lui sostiene, dimostra che perde di vista i gravi problemi sociali che si presenteranno: la non integrazione e assimilazione dei musulmani nei paesi ospitanti, le incompatibilità dell’Islam con i diritti umani, laicismo, libertà e uguaglianza – per non parlare delle contraddizioni nelle dichiarazioni del Papa. I musulmani non si sono mai integrati nei paesi da loro invasi. Piuttosto, hanno costretto i paesi conquistati a perdere – spesso in modo permanente – le rispettive identità etniche e culturali, le loro religioni, le loro lingue e le loro tradizioni. Questo è un problema serio che si pone sempre più con l’Islam politico in Europa. Il Papa sembra ignorare la storia delle conquiste musulmane e dei problemi sociali che l’Islam politico pone all’Europa. Questo mette in pericolo le identità europee, le loro tradizioni e le loro radici giudeo-cristiane”.

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