Scrive Le Point (19/2/2019)

“Una certa intellighenzia e giornalisti mi chiamavano reazionario, fascista, razzista. Ciò che ho vissuto è un déjà-vu”, dice il filosofo ebreo francese Alain Finkielkeaut dopo l’aggressione subìta a Parigi. “Questi gilet gialli, questa plebe incontrollabile, traducevano in azione l’ostilità dell’intellighenzia”. La tesi del filosofo è che l’antisemitismo classico – tipo anno Trenta – è ai margini, mentre quello dei sobborghi e della sinistra antirazzista – che esporta il conflitto israelo-palestinese – sarebbe la maggioranza. “L’antisemitismo di oggi può essere paragonato a un movimento morale che difende gli oppressi”, ha affermato l’accademico. “Con un’immigrazione incontrollata questo tipo di odio è destinato a insediarsi in Francia e nel resto dell’Europa”.