scrive Le Figaro (20/2/2019)

“Profanano le tombe con le svastiche. Sono come le scosse di un terremoto, una specie di risveglio dell’abiezione. L’odio anti-ebraico arriva fino al punto di attaccare i morti, come se li uccidesse una seconda volta”, dice il filosofo francese Pascal Bruckner sull’ondata di antisemitismo nel suo paese. Bruckner punta il dito sull’islamo-goscismo, l’alleanza fra Islam e sinistra radicale. “Una certa sinistra è pronta a calpestare i propri valori per compiacere il barbuto: la parità tra uomini e donne, il pensiero critico, tutto ciò che è stato tradizionalmente associato a una posizione illuministica. Questo matrimonio innaturale è il risultato del crollo totale di tutti gli ideali della sinistra. L’Unione Sovietica si è disintegrata, la classe operaia si è rifugiata in maniera massiccia con Marine Le Pen, il Terzo mondo abbraccia con entusiasmo l’economia di mercato e il consumismo. L’Islam, questa ‘religione degli oppressi’ (Emmanuel Todd), diventa l’ultima grande storia a cui aggrapparsi e che sostituisce il comunismo, la decolonizzazione, il pan-arabismo”. Ma a quale prezzo? “Al costo della negazione di sé e della regressione totale. Il maschio è colpevole solo se è bianco, eterosessuale o occidentale”. Da qui anche l’antisemitismo. “I musulmani sono diventati i nuovi ebrei dell’umanità, mentre gli israeliani sono i nuovi nazisti. È nel nome dell’antirazzismo e dell’anticolonialismo che lo Stato ebraico è condannato. E ogni ebreo è responsabile dell’esistenza di Israele, a meno che non rompa pubblicamente con esso. A questi torrenti di sciocchezze, c’è un’unica risposta: oggi, lo Stato di Israele è l’unica zona di pace, prosperità e rispetto delle libertà individuali in un caotico Medio Oriente”.