scrive il Wall Street Journal (26/2/2019)

“La società americana è diventata più tollerante. I sondaggi mostrano che siamo meno sessisti, meno razzisti, meno omofobici che mai” scrive Jason L. Riley. “Questo progresso è evidente nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle case e nelle relazioni personali. I quartieri completamente bianchi sono estinti. Più dei due terzi degli americani sostengono il matrimonio gay. Un massacro in una discoteca gay o in una chiesa nera non è un segno dei tempi ma una tragica deviazione da quella che è ormai la norma”. Poi arriva il caso Jussie Smollett, l’attore accusato di essersi inventato un attacco razzista e omofobo per farsi pubblicità. “Un oppositore del presidente Trump, Smollett è un membro tesserato della ‘resistenza’ progressista (…) Le vittime della violenza non ricevono l’attenzione che meritano perché non fanno avanzare l’agenda politica della sinistra. Gli attivisti della giustizia sociale non raccolgono denaro e influenza con le vittime di reati violenti. Se Jussie Smollett ‘ha approfittato del dolore e la rabbia del razzismo per promuovere la sua carriera’ stava semplicemente seguendo la guida di tanti portavoce razziali e politici liberal che nel corso dei decenni hanno cospirato per trasformare un movimento per i diritti civili in uno squallido racket. Complessivamente, lo scorso anno ci sono stati più di 2.300 sparatorie a Chicago, secondo il Chicago Sun Times e il dipartimento di polizia di Chicago. Meno del 2% di quelle sparatorie ha coinvolto agenti delle forze dell’ordine. Le cifre più recenti per New York risalgono al 2017, quando la polizia ha ucciso 19 persone, 10 delle quali mortalmente. È il numero più basso mai registrato, secondo il rapporto annuale del Dipartimento di Polizia di New York”.