scrive Le Figaro (8/3/20919)

“E’ diventata un’abitudine. Un riflesso. Alla domanda sui veli islamici imposti alle bambine, il deputato Aurélien Taché li paragona alle fasce femminili delle famiglie cattoliche. Un anno prima, Christophe Castaner, allora delegato generale della République en marche, aveva evocato i ‘veli cattolici che le nostre madri indossavano’. Arriviamo così, ciliegina sulla torta, a Marlene Schiappa che, giorni fa, ha visto una ‘convergenza ideologica’ tra la Manif per tutti i i terroristi islamici”. Così Eric Zemmour commenta i continui paragona fra islam e cattolicesimo. “Questa ‘convergenza ideologica’ tra macroniani, o suoi parenti come Juppé, non è una coincidenza. Forse non è una strategia concertata, ma una comunione di pensiero. Per ignoranza, vogliono credere che una religione valga un’altra, parlano volentieri delle ‘tre religioni del Libro’, senza sapere che riprendono una formula coranica. L’idea di questi ‘islamofili’ è quella di mettere sullo stesso piano le due religioni per dimenticare che è il cristianesimo a fare la Francia mentre l’Islam ha intenzione di disfarsene per rifarla meglio. L’uguaglianza tra i due serve alla nuova strategia dei militanti islamici che vogliono appropriarsi della Francia. Da qui la frase del salafita contro Alain Finkielkraut: ‘La Francia, è nostra’. Alcune femministe, ancora troppo poche, realizzano – finalmente – che queste donne velate non sono in alcun modo soggette ai loro mariti o ai loro padri, ma sono attiviste che vogliono segnare la presenza dell’Islam in strada, per dimostrare la sua forza e costringe le ‘sorelle’ musulmane a imitarle. Questa logica separatista riguarda anche gli uomini che ostentatamente mostrano la loro djellaba per andare alla moschea. Questa militanza islamica utilizza le nostre libertà e la nostra compassione cristiana per imporre la loro ideologia totalitaria. Il macroniano, nel nome dello ‘stato di diritto’ e del ‘rifiuto dell’islamofobia’, è l’utile idiota di questo progetto di conquista”.