scrive JNS (8/3/2019)

“Perché l’antisemitismo è ormai fuori controllo in Occidente?”, si chiede la giornalista inglese Melanie Phillips. “L’odio per gli ebrei è sempre stato con noi. Il massimo che possiamo aspettarci è che sia tenuto giù da una disapprovazione sociale inequivocabile. Ciò che lo fa esplodere in un’epidemia incontrollata è l’indebolimento di quel potente stigma sociale. Dopo l’Olocausto, l’enormità di quel crimine fu tale che l’antisemitismo andò sottoterra. Lo scorso fine settimana, i partecipanti a una festa di strada per la Quaresima nella città belga di Aalst hanno sfilato con fantocci di ebrei grottescamente caricaturali su monete d’oro e sacchi di denaro ai loro piedi. Uno, con un topo nella spalla, stava fumando un sigaro e allungando una mano come per raccogliere soldi. Il rabbino capo olandese, Binyomin Jacobs, ha condannato questo spettacolo come ‘caricature scioccanti, tipiche e antisemite del 1939’. La cosa davvero scioccante, tuttavia, è stata che le persone che lo hanno prodotto non sono state cacciate dal carnevale come paria sociali. Al contrario: hanno costruito questa oscenità supponendo che avrebbero ottenuto l’approvazione e l’entusiasmo dei cittadini di Aalst. In America, Ilhan Omar ha twittato poco dopo la sua elezione che l’AIPAC ha acquistato il sostegno del Congresso con i ‘Benjamins’. La giusta risposta a tale sfacciato e ripetuto antisemitismo sarebbe stata quella di rimuovere Omar dal Congresso. Nel frattempo, quei presunti sostenitori della decenza liberal, The New York Times e The Washington Post, hanno suggerito rispettivamente che l’attacco di Omar all’AIPAC sollevava importanti questioni sull’influenza esercitata dai sionisti e dagli ebrei e che, se Nancy Pelosi avesse condannato in modo inequivocabile l’antisemitismo, avrebbe provocato delle domande sulla politica americana nei confronti di Israele. Perché c’è tanta tolleranza per questo intollerabile bigottismo? Attualmente l’antisemitismo proviene da quattro gruppi: la sinistra, il mondo islamico, i neonazisti e, negli Stati Uniti, gli afro-americani radicalizzati. Di questi, la sinistra è la più importante, poiché controllano le leve della nostra cultura. E la sinistra è attualmente incubatrice e facilitatrice dell’antisemitismo. Ecco perché. Innanzitutto, molti di loro ora aderiscono alla visione marxista secondo cui la vita è una battaglia costante tra i potenti e gli impotenti. Quelli che fanno soldi sono cattivi; quelli senza soldi sono buoni. Gli ebrei fanno soldi. Pertanto, gli ebrei sono potenti e cattivi. La seconda ragione è il motivo distintivo della sinistra della cultura della lamentela e della ‘intersezionalità’, in cui i gruppi di identità sovrapposti usano la carta del vittimismo. Ciò conferisce a tali gruppi un lasciapassare morale sulla base del fatto che le vittime non possono essere ritenute responsabili delle proprie malefatte. Gli ebrei non possono essere vittime. Quindi sono visti come onnipotenti. Peggio ancora, c’è un risentimento bruciante contro lo status percepito degli ebrei come le vittime supreme del mondo. Sotto la superficie bolle la convinzione che l’Olocausto abbia permesso agli ebrei di ottenere un lasciapassare gratuito. Oltre a ciò, la sinistra sostiene la causa palestinese, che si basa sull’antisemitismo; e si lanciano su qualsiasi critica dei musulmani o della comunità nera come islamofobia o razzismo. In questo modo, il profondo antisemitismo delle loro stesse fila viene legittimato. Questa è la ragione scioccante e davvero terrificante per cui l’antisemitismo in occidente è ora fuori controllo”.