scrive The Daily Telegraph (12/3/2019)

“Nella sala da pranzo ben illuminata di El Alazan, le banconote dei dollari stanno volando. I camerieri portano fra i tavoli costosi pezzi di carne e bottiglie di whisky; una coppia balla con una band che suona nell’angolo”. Così il Daily Telegraph dal Venezuela. “Questa steakhouse nel ricco quartiere di Altamira è più affollata che mai. Fuori, le strade sono deserte al calare della notte, un paralizzante black-out che impone un coprifuoco di fatto dopo un’altra lunga giornata di ricerche di cibo, acqua e carburante. Tutto tranne un piccolo frammento di Venezuela è nel caos: scuole e imprese sono chiuse, pompe di acqua e benzina hanno fallito, la maggior parte dei trasporti si è arrestata, il cibo sta finendo e i pazienti muoiono negli ospedali. Un pasto a El Alazan costa più del salario minimo mensile di 18.000 bolivar. Nel frattempo molte di queste aziende, così come la manciata di negozi aperti, accettano solo banconote americane – introvabili per la maggior parte dei venezuelani. Nonostante anni di collasso economico, è ancora possibile per i ricchi vivere bene in Venezuela. La vita notturna della città si è svuotata, coloro che possono permettersi tali lussi sono o ‘con il governo o coinvolti nel traffico di droga’”.