scrive Le Figaro (9/4/2019)

“Nella sua Repubblica (315 aC), Platone mise in guardia contro la corruzione della democrazia che consiste in un rovesciamento delle gerarchie, in una libertà eccessiva: quando il padre tratta suo figlio come un pari, i maestri si appiattiscono sui discepoli e gli anziani imitano la gioventù” scrive Pascal Bruckner. “Siamo lì, chiunque abbia visto le manifestazioni giovanili per il clima nelle ultime settimane in Europa, dove ci siamo mobilitati nelle scuole materne e negli asili, dove adorabili piccole teste marroni o bionde recitavano pietosamente gli slogan che i loro genitori gli avevano detto. Lo scandalo è duplice: siamo estasiati nel trovare nei nostri bambini le preoccupazioni che abbiamo inculcato loro e sveniamo di fronte a questa infantile ecolalia. I piccoli pappagalli ci sgridano per procura, ci danno una bella lezione su cui dovremmo riflettere. Ma è una semplice camera di echi e troviamo in loro le parole che gli sono state messe in bocca da un indottrinamento. L’infame propaganda della paura contro cui, con altri, mi sono battuto per venticinque anni, ha devastato i nostri piccoli: la razza umana deve espiare o morire. E vogliamo che sorridano? Creiamo generazioni di bambini terrorizzati dalla nostra propaganda, e così facendo li derubiamo della loro infanzia”. E si viene al volto della protesta, la giovanissima Greta Thunberg. “Oltre a mostrare il suo Asperger come un titolo di nobiltà, il suo volto pieno di angoscia sembra dire: se non lo fai per il pianeta, fallo almeno per me. Apprendere dalla stampa che ha smesso di parlare, mangiare, suonare il pianoforte quattro anni fa a causa del clima, e che non è migliorata rispetto a quando i suoi genitori hanno deciso di non volare più e mangiare vegano, lascia seri dubbi sulle sue motivazioni. È stata ricevuta da Christine Lagarde ed Emmanuel Macron, viene accostata per il Nobel per la pace. La sua notorietà è sintomatica del carattere delirante che può assumere la necessaria mobilitazione per il clima. E’ uno scandalo diffondere paura e terrore tra i nostri bambini invece di armarli per affrontare il mondo. Da bravi prodotti della società dei consumi, vogliono tutto e subito, chiedendo la fine del cambiamento climatico ora. Le temperature inizieranno a cadere domani. Se vuoi, puoi, tutto è possibile. Non sono loro a dover essere incolpati, sono i maestri del terrore a dettare a un pubblico fragile le proprie emozioni e i propri pregiudizi. La lotta contro i cambiamenti climatici merita di meglio di questa faccenda della mobilitazione”.