scrive Bloomberg (1/4/2019)

“Gli uomini che hanno strappato le unghie a Carlos Guillen e che gli hanno stretto una busta di plastica attorno al volto nel quartier generale del controspionaggio a Caracas erano venezuelani”, scrivono Ethan Bronner, Alex Vasquez e David Wainer su Bloomberg: “Ma le autorità che hanno sorvegliato la tortura erano cubane. Gullen, un ex tenente dell’esercito venezuelano accusato di tradimento, ha detto che l’accento spagnolo degli ufficiali ha svelato la loro nazionalità. Gli accenti sono stati un indizio anche per Maria Martinez Guzman, che faceva parte della troupe televisiva della Univision che ha intervistato il presidente venezuelano Nicolás Maduro lo scorso febbraio. Martinez Guzman racconta di essere rimasta colpita da ciò che ha visto: i cubani in giacca e cravatta davano ordini agli assistenti di Maduro, che indossavano un paio di jeans. Anche l’intelligence cubana ha fornito un sostegno enorme a Maduro. ‘Siamo al corrente del fatto che i bodyguard del dittatore siano cubani’, ha detto in un’intervista Elliott Abrams, l’inviato speciale del Dipartimento di Stato americano in Venezuela: ‘I cubani sono il sistema nervoso di questo regime. Non sarebbe al suo posto se non fosse per loro’”. Il legame stretto tra i due paesi socialisti ha avuto inizio dopo l’elezione di Hugo Chávez nel 1998. Decine di migliaia di cubani sono andati in Venezuela per stabilire dei centri medici e per sviluppare dei programmi atletici, oltre che per offrire degli strumenti di repressione politica. Secondo il governo americano, tra i 5 e 10 mila cubani occupano delle posizioni di rilievo in Venezuela, soprattutto nell’intelligence e negli apparati di sicurezza. Caracas ricambia attraverso il petrolio: a oggi, Cuba riceve 50 mila barili di petrolio al giorno, ha detto Abrams”.