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scrive Algmeiner (16/5)

“Ogni anno, il 15 maggio, i palestinesi commemorano la Giornata della Nakba. La nakba (o “catastrofe”) si riferisce all’indipendenza di Israele nel 1948 e all’esodo dei profughi palestinesi” scrive Pinhas Inbari. “Uno dei maggiori problemi dei palestinesi, oggi, è la loro crescente percezione da parte del mondo arabo come di ingrati. Il mondo arabo, devastato da disastri e guerre interne, lamenta che i palestinesi non mostrano alcuna sensibilità per quanto riguarda le sofferenze arabe. I palestinesi chiedono anzi ai paesi arabi di trascurare le loro crisi per tornare a concentrarsi solamente sulla “sofferenza palestinese”. L’Arabia Saudita ricorda ancora con risentimento il sostegno che i palestinesi diedero al dittatore iracheno Saddam Hussein quando questi invase il Kuwait nel 1990 e bombardò l’Arabia Saudita nei primi mesi del 1991. In base a ogni possibile parametro, la situazione dei palestinesi in Cisgiordania, e sicuramente in Israele, è molto migliore che in qualsiasi paese arabo. Il dato essenziale è che vi sono parlamentari arabi alla Knesset. La Knesset israeliana è l’unico parlamento al mondo in cui esiste una rappresentanza palestinese rilevante e fieramente libera. Non hanno una analoga rappresentanza in Giordania e nemmeno a Ramallah o a Gaza. Solo sotto il ritratto di Theodor Herzl e la bandiera israeliana, nel parlamento d’Israele, i parlamentari palestinesi parlano e agiscono liberamente, fin troppo liberamente secondo alcuni, e spesso con aperto disprezzo verso lo Stato in cui stati eletti. In secondo luogo, Israele è l’unico paese del Medio Oriente che ha pienamente assorbito i profughi palestinesi. E’ un fatto poco noto, ma vi sono profughi palestinesi originari dei villaggi che vennero abbandonati durante la guerra del ‘48, che sono stati assorbiti e integrati in altre città e villaggi in Israele. Israele ha dato loro la piena cittadinanza. Anche la Giordania (unico fra i paesi arabi) ha concesso ai profughi palestinese una forma di cittadinanza, ma non completa. Non sono disponibili dati precisi, ma per la maggior parte i cittadini giordani di origine palestinese non sono autorizzati a votare per il parlamento giordano, che è ben lontano dal rappresentare il vero numero di palestinesi presenti nella popolazione. Infine, si sta verificando oggi una vera e propria nakba, ma non in Israele. Il disastro della Siria, compresa la nuova catastrofe dei palestinesi, è molto più grande della nakba del 1948. Molte migliaia di siriani e palestinesi sono stati sfollati dal campo profughi di Yarmouk, a Damasco, che una volta ospitava più di 100.000 persone ma è stato ferocemente assediato e raso al suolo nel quadro della guerra civile siriana. Centinaia di palestinesi e siriani vi hanno trovato la morte nei combattimenti e bombardamenti da parte delle forze siriane. Ma tutto questo non sembra minimamente interessare ai partiti arabi in Israele. Anche l’Olp, che dovrebbe rappresentare i profughi del ‘48, ha completamente ignorato il disastro palestinese in corso in Siria. Ecco perché i profughi non considerano l’Olp un organismo che si prenderà cura di loro e che li rappresenterà. I siti web dei profughi palestinesi in Siria non guardano né all’Olp né all’Autorità Palestinese per trovare aiuto o solidarietà”.

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