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scrive Le Monde (27/5/2019)

“La Francia dimenticata e la Francia in movimento” scrive Le Monde in una analisi sul fenomeno Marine Le Pen, vincitrice alle elezioni europee in Francia. “Due paesi che non si incrociano o parlano tra di loro”, osserva Sylvain Crepon, sociologo studioso dell’estrema destra, professore presso l’Università di Tours e membro dell’Osservatorio sul radicalismo politico Jean Jaurès. “Marine Le Pen ed Emmanuel Macron, i due grandi vincitori delle elezioni europee, parlano a categorie sociologiche completamente diverse. Per anni, molti studi hanno mostrato che esiste una disconnessione tra la sinistra e le categorie popolari, di cui il Rassemblement national è ora il miglior rappresentante elettorale. E’ il suo rafforzamento nelle zone in cui l’estrema destra era tradizionalmente debole, tra cui la Senna-Saint-Denis. Nella periferia di Parigi, il partito di estrema destra sta vivendo un boom inaspettato. Avevamo visto questo voto apparire in periferia negli anni 1980-1990 e poi scomparire, dice lo specialista all’estrema destra. Ed eccolo di nuovo. C’è un effetto di smobilitazione delle classi popolari dall’immigrazione che hanno votato a sinistra, non si riconoscono più nei partiti di sinistra e cedono all’astensione. E, al contrario, ‘piccoli bianchi’ che sembrano mobilitarsi a favore del Rassemblement national. Quinto a Parigi con il 7,22% dei voti, terzo a Lille con il 13,84%, quarto a Lione con il 10,25% … Il Rassemblement national è ancora in ritardo nelle grandi città. Il processo di gentrificazione respinge le categorie popolari ai margini delle città. Queste città saranno protette dal voto al Rassemblement national dalla loro struttura sociologica. Questo accredita l’idea di una rottura sociologica, che non è completamente sbagliata”.

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