Actors in prosthetic make-up portraying Presidents Vladimir Putin and Donald Trump arrived in London on horseback this morning as bookmakers Paddy Power launch a new Cheltenham-Political betting market ahead of the start of the racing festival. Picture date: Monday March 13, 2017. Paddy Power has today announced a sharp increase in political bets since president Trump took office. Turnover on political betting industry-wide is expected to top £10m in 2017 but that figure is dwarfed by the £800m expected to be bet across the industry during Cheltenham week. Paddy Power are offering punters a chance to bet on Cheltenham-Politics specials including; Willie Mullins to be Top Trainer and Trump to serve a 2nd Term (7/2), Ruby Walsh to be Top Jockey and Trump to be impeached in 2017 (8/1), and Neon Wolf to win the Novices Hurdle and Sean Spicer to be sacked in 2017 (20/1). Photo credit should read: Paddy Power Joe Pepler
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scrive The Globe and Mail (3/6/2019)

“Servirebbe Dickens per rendere giustizia alla visita del presidente americano Donald Trump nel Regno Unito”, scrive lo storico Niall Ferguson nella sua rubrica sul Sunday Times: “La reazione degli inglesi è autenticamente dickensiana, nel senso che lo scrittore vittoriano impersonificava l’antiamericanismo inglese”. Dickens criticava l’abitudine degli americani “a masticare il tabacco e sputare”, che considerava “offensiva e stucchevole”. La tendenza degli inglesi a disprezzare la volgarità degli americani ha una storia lunga.  Anche Winston Churchill ha avuto un periodo di ambivalenza nei confronti della patria di sua madre. “Tuttavia – spiega Ferguson – dobbiamo guardarci alla specchio prima di unirci al clamore antitrumpiano”. Centinaia di manifestanti a Londra hanno protestato contro il presidente americano, il leader dell’opposizione Jeremy Corbyn ha disertato il banchetto in suo onore a Buckingham Palace. A differenza del suo predecessore Barack Obama, Trump non ha potuto tenere un discorso alla Camera dei Comuni a causa del veto del presidente John Bercow. La politica britannica sta attraversando un periodo di enorme confusione: i Tories hanno sbagliato a gestire la Brexit, e adesso si trovano di fronte a un disastro elettorale. Il successore di Theresa May, chiunque esso sia, si troverà nel suo stesso vicolo cieco: non ci sono i voti in Parlamento per approvare un accordo, non c’è alcuna possibilità di estendere la proroga oltre ottobre senza andare alle elezioni o svolgere un secondo referendum. Il paese sembra andare incontro a una coalizione guidata da Corbyn con i Libdem e i nazionalisti scozzesi. Potrebbero esserci due nuovi referendum: uno per disfare la Brexit, l’altro per disfare il Regno Unito. Il Partito repubblicano in America ha i suoi problemi, ma non sono nulla in confronto a quelli dei conservatori inglesi. “Potreste essere tentati di deridere l’America perché ha un presidente volgare. Ma Trump non ha il diritto di deridere noi britannici?”, si chiede Ferguson. “Anno dopo anno gli inglesi diventano più americani nel loro modo di fare. Due settimane fa 3,2 milioni di britannici sono stati svegli fino al mattino per guardare l’ultimo episodio di ‘Game of Thrones’. E chissà quante persone volteranno le spalle alla Coppa del Mondo di cricket per guardare la sfida tra New York Yankees e Boston Red Sox il weekend del 29 e 30 giugno. Questi sono sia gli anni migliori che gli anni peggiori. Stando a molte misure oggettive, la vita su entrambe le sponde dell’Atlantico non è mai stata migliore. E tuttavia molti di noi si sentono più vicini all’inverno della disperazione di Dickens, piuttosto che alla primavera della speranza (il riferimento è a un brano del ‘Racconto di due città’, ndt). La nostra unica consolazione è che in America le cose vanno peggio. Mi dispiace dirvelo, ma non è così”.

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