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scrive il Times (9/6/2019)

“Jeremy Corbyn era a suo agio la settimana scorsa”, scrive Dominic Lawson sul Times a proposito della manifestazione contro la visita di stato di Donald Trump a Londra guidata dal leader del Labour. “Quello di Corbyn non è stato un discorso ma un urlo prolungato: ‘Questa manifestazione mostra quanto siamo determinati a ottenere un mondo migliore!’. La sua idea di un ‘mondo migliore’ è molto più vicina al modello praticato dalla Repubblica popolare cinese rispetto a ciò che esiste negli Stati Uniti. Per questo motivo Corbyn era più felice di partecipare al banchetto di stato a Buckingham Palace in onore del presidente cinese, Xi Jinping. L’anno scorso, quando il giornalista Andrew Marr gli ha detto che l’abbandono dell’economia socialista in Cina ha sollevato milioni di persone dalla povertà, Corbyn gli ha risposto che il successo più impressionante è stato il Grande balzo in avanti di Mao Tse-tung. Ma questo era il termine propagandistico per la collettivizzazione dell’agricoltura, che ha causato una carestia da 45 milioni di morti. Tutto per una buona causa, compagni. Non è una coincidenza che il direttore della strategia e della comunicazione di Corbyn, Seumas Milne, ha un’adorazione per l’assassino Mao, e anche per Stalin (l’ex editorialista del Guardian è stato un apologo del dittatore sovietico le cui purghe hanno ucciso più compatrioti dei nazisti) (…) Jeremy Corbyn è rimasto fedele alla vecchia scuola e ha continuato a preferire Mosca a Washington (pensate alla sua risposta all’omicidio Skripal). Corbyn si circonda di nostalgici dell’Unione sovietica. Non c’è dubbio che Corbyn e la sua cricca di nostalgici sovietici simpatizzino con il tweet della scorsa settimana del ministero degli Esteri russo: ‘Lo sbarco degli Alleati in Normandia non ha cambiato il corso della Seconda guerra mondiale… L’esito è stato determinato dalla vittorie dell’Armata rossa’. Corbyn ha voluto trascorrere le sue vacanze nella parte illiberale della Germania, sotto il controllo apparentemente benigno dell’onnipresente polizia segreta, la Stasi. In quei luoghi immagino centinaia di comunisti britannici oggi settantenni che tutt’ora lo considerano un paradiso dei lavoratori (anche se a quei lavoratori la polizia della Germania dell’est sparava non appena cercavano di scappare a ovest attraverso il Muro di Berlino). Ma quello che è impressionante – e macabro – è che uno di questi fanatici attempati ha delle possibilità di diventare il prossimo leader della Gran Bretagna”.

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