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scrive Spiked (14/6/2019)
“Una delle sezioni meno lette ma più importanti di “1984” è l’appendice che delinea “I principi della Neolingua”, cioè come il regime ha riscritto e ridefinito la lingua inglese per piegarla ai propri scopi. Prendete l’inestimabile parola “libero”. Questa parola, scrive Orwell, “esisteva ancora nella Neolingua, ma poteva essere utilizzata soltanto in frasi come ‘Il cane è libero dai pidocchi’ o ‘Questo campo è libero dall’erbaccia’. Non poteva più essere utilizzata nel suo vecchio significato di ‘politicamente libero’ o ‘intellettualmente libero’, poiché la libertà politica e intellettuale non esisteva più nemmeno come concetto”. Questa ridefinizione di libero nel senso restrittivo di “libero da” piuttosto che dal liberatore “libero di” è una peculiarità del discorso politico moderno. Qualche anni fa, quando le autorità britanniche si davano da fare per vietare il fumo nei luoghi pubblici, scrissi che il nuovo slogan dei crociati della salute pubblica, “smokefree” [libero dal fumo, ndr], era un classico esempio della Neolingua di Orwell: un termine inventato che trasformava l’idea di libertà in un reale divieto della libertà di fumare. Il divieto di fumare nei luoghi pubblici può essere un bene per la sanità pubblica, osservavo, ma lo stravolgimento del linguaggio utilizzato per giustificarlo si sarebbe dimostrato poco sano per il dibattito pubblico. Ora vediamo quel problema emergere ingigantito nelle campagne degli studenti militanti e di radicali vari per limitare il diritto altrui di esprimere idee che essi reputano offensive, campagne giustificate dall’urgenza di sicurezza. Anziché pretendere e difendere la libertà di espressione, come fecero le generazioni precedenti di giovani attivisti, la richiesta di questi zeloti è di libertà dalla libertà di espressione. La Neolingua è divenuta la lingua dei campus universitari”.

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